Nuovo Codice dei contratti pubblici e delle concessioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo di attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’ aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il Governo attraverso un comunicato stampa[1] ha fatto emergere i punti cardine della riforma:

  • il trattamento dei contratti pubblici, delle concessioni e dei servizi in un unico decreto, i cui contenuti saranno poi specificati da atti e linee guida che verranno approvati con un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
  • la previsione di criteri che semplifichino le norme in materia;
  • una nuova gestione degli appalti rafforzando i ruoli dell’ANAC e del consiglio superiore del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) , supervisionati dalla Presidenza del consiglio dei ministri, quale organo di coordinamento;
  • la definizione della disciplina contrattuale dei processi;
  • un sistema di appalti che si concentri sulla qualità del progetto, della stazione appaltante e degli operatori;
  • il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa basata sul miglior rapporto qualità/prezzo come criterio di aggiudicazione preferenziale;
  • l’introduzione dell’istituto delle concessioni gestito in modo organico, ovvero contratti di durata caratterizzati dal rischio operativo in capo al concessionario in caso di mancato ritorno economico dell’investimento effettuato; viene anche stabilito che i soggetti privati titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici, già in essere alla data di entrata in vigore del codice e non affidate con la formula della finanza di progetto o con procedure di gara ad evidenza pubblica, siano obbligati entro un anno ad affidare l’80% dei contratti di importo superiore a 150.000 euro attraverso procedure ad evidenza pubblica; le concessioni già in essere hanno un tempo di adeguamento di 24 mesi dall’entrata in vigore del Codice. La verifica è effettuata dall’ANAC e dai soggetti preposti, secondo le indicazioni delle linee guida ANAC;
  • l’eliminazione della vecchia garanzia globale e l’introduzione della garanzia di buon adempimento e quella per la risoluzione;
  • viene introdotto il documento di gara unico europeo, che consentirà un’immediata apertura della concorrenza europea e semplificazioni per gli operatori economici che utilizzeranno un unico documento per autocertificare l’assenza di tutti motivi di esclusione che la stazione appaltante verificherà;
  • vengono adottati nuovi strumenti legati alla trasparenza e alla dematerializzazione con un passaggio graduale alle procedure interamente digitali;
  • vengono introdotte nuove norme per il Partenariato pubblico privato (PPP) come disciplina generale autonoma e a sé stante, quale forma di sinergia tra i poteri pubblici e i privati per il finanziamento, la realizzazione o la gestione delle infrastrutture o dei servizi pubblici, affinché l’amministrazione possa disporre di maggiori risorse e acquisire soluzioni innovative;
  • viene eliminato il ricorso a procedure straordinarie, riconducendo la pianificazione e la programmazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari allo sviluppo del Paese agli strumenti ordinari quali il piano generale dei trasporti e della logistica triennale e il Documento pluriennale di pianificazione (DPP), di cui al decreto legislativo n. 228 del 2011;
  • per le grandi opere pubbliche che possono avere impatto ambientale e sociale sui territori è obbligatorio il ricorso alla procedura del dibattito pubblico. I criteri per l’individuazione delle opere interessate e i termini di svolgimento e conclusione dell’iter, verranno fissati da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;
  • Riduzione del contenzioso amministrativo: al fine di garantire l’efficacia e la celerità delle procedure di aggiudicazione e tempi certi nella esecuzione dei contratti viene introdotto un rito speciale in camera di consiglio del Tar.

[1] http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-112/4504