Fattura elettronica, nuove specifiche

Con il provvedimento del 28 febbraio 2020 l’Agenzia delle entrate ha voluto introdurre le nuove specifiche tecniche; con questo documento vengono introdotte novità nei “tipi documento -TD” e una maggiore articolazione dei codici riguardanti la natura dell’operazione (“N”). Questi aggiornamenti impattano anche sull’esterometro e daranno la possibilità di gestire con un’unica modalità digitale l’intero flusso delle fatture, sia nazionali che estere. Da ultimo, ma non meno importante, con le novità del provvedimento sarà possibile gestire in modo automatico anche la formazione della dichiarazione Iva annuale.

I cambiamenti saranno operativi, in via sperimentale, dal 4 maggio 2020 per poi diventare obbligatori dal 1 ottobre. L’obbligo implica che le fatture elettroniche, non conformi al nuovo tracciato, dal 1 ottobre verranno scartate dal Sistema d’interscambio dell’Agenzia delle Entrate, (SdI).

Inoltre il provvedimento interviene anche su ulteriori aspetti collegati alla fattura elettronica:

  • viene prorogata al 4 maggio 2020la possibilità per tutti i contribuenti, siano essi partite Iva o consumatori finali, di dare la propria adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, fermo restando che ai consumatori dal 1 marzo sono rese disponibili sul proprio cassetto fiscale le fatture elettroniche ricevute dal 1 gennaio 2019;
  • apporta delle modifiche anche sui dati del bollo, andando ad eliminare l’obbligo di compilare il campo relativo all’importo del bollo, facendolo diventare opzionale, poiché per le fatture è sempre uguale a 2 euro;
  • va ad integrare la parte relativa alla gestione delle ritenute e dei contributi previdenziali, consentendo una gestione precisa delle differenti voci fiscali e previdenziali: tra cui tra l’altro, i contributi INPS, Enasarco e Enpam
  • viene esteso l’arrotondamentoa 8 decimali per gli sconti e le maggiorazioni;
  • sono previsti nuovi codici di errore, che determinano lo scarto delle fatture non conformi.

Molti aggiornamenti riguardano la tipologia dei documenti (TD):

  • Reverse charge interno: viene previsto un apposito codice (TD16) per le integrazioni che vengono inviate opzionalmente al SdI dal destinatario di una fattura ad inversione contabile limitatamente ai casi di reverse charge interno
  • Reverse charge o autofattura estera ovvero inversione contabile: i codici che saranno previsti sono il TD17 (Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero); il TD18 (Integrazione per acquisto di beni intracomunitari); il TD19 (Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72). Questi codici consentono di uniformare il flusso delle fatture passive dall’estero o da non residenti e di gestire l’integrazione o l’autofattura con il SdI in modo del tutto automatico. Adottando questa distinzione di tipologia di operazioni si elimina l’obbligo dell’esterometro.
  • Regolarizzazioni: sarà previsto oltre al TD20 Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture anche il codice TD21 Autofattura per splafonamento, con cui si allarga il campo di azione dei codici per regolarizzare le fatture ricevute ovvero a correzione
  • Estrazione dai depositi Iva: TD22 Estrazione beni da Deposito IVA; TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA. Questi codici servono per gestire le operazioni da deposito Iva, quando l’integrazione è necessaria. Bisognerà fare attenzione a distinguere tra le estrazioni con pagamento dell’Iva (estrazioni di beni che sono stati introdotti con cessione nazionale) e quelle senza pagamento dell’Imposta (estrazioni di beni che sono stati introdotti con acquisto intracomunitario)
  • Fatture differite: sono inseriti i codici TD24, vale a dire fattura differita di beni e servizi collegata a DDT per i beni, ovvero da idonea documentazione di prova dell’effettuazione per le prestazioni di servizio; e TD 25, vale a dire fattura differita per triangolari interne
  • Operazioni particolari: viene previsto il codice TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art.36 DPR 633/72).
  • Autofatture: viene previsto un nuovo codice TD27 (fatture per auto consumo o per cessioni gratuite senza rivalsa). Questo codice consente di gestire automaticamente la trasmissione e la ricezione dal SdI delle autofatture che riportano quale mittente e destinatario lo stesso soggetto.

Come anticipato, il provvedimento si focalizza anche su tre codici relativi alla natura dell’operazione, ovvero N2 – operazioni non soggette; N3 – operazioni non imponibili; N6 operazioni a reverse charge:

  • N2 operazioni non soggette il nuovo tracciato distingue tre codici (N2; N2.1; N2.2) per differenziare le operazioni non soggette per mancanza del requisito di territorialità e le altre tipologie di operazioni non soggette
  • N3 operazioni non imponibili: vengono previste ben sette casistiche che ricomprendono una generica (N3) e sei specifiche: le esportazioni; le cessioni intracomunitarie; le cessioni verso San Marino; le operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione; cessioni non imponibili con lettere d’intento; altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond
  • N6 operazioni a reverse charge: in questo caso sono stati istituiti 10 codici di cui uno generico (N6) e 9 codici specifici; vi rientrano le operazioni ad inversione contabile di cui all’art. 17, del Dpr 633/72 e sono ricomprese anche in casi di autofatturazione di acquisti di servizi extraUE ovvero le operazioni di importazione.

Date le ingenti novità andrà fatta particolare attenzione, specie dal primo ottobre, poiché nel caso in cui non compaia in fattura una delle codifiche specifiche succitate, il sistema SDI scarterà la fattura con codice errore 00445.