La fatturazione elettronica in Europa: verso un’omologazione comunitaria

Il 26 aprile 2022 la Commissione ha pubblicato la sua raccomandazione per rafforzare la cooperazione tra l’UE e la Norvegia nella lotta contro la frode all’imposta sul valore aggiunto (IVA).

L’accordo UE-Norvegia sulla cooperazione amministrativa, la lotta contro le frodi e l’assistenza al recupero dei crediti in materia di IVA è entrato in vigore originariamente nel 2018 ed è il primo del suo genere con un paese terzo. Le stime mostrano che la relazione già proficua in questo settore ha allertato gli Stati membri di potenziali perdite per frode IVA di circa 5 miliardi di euro dal 2020.

L’accordo consente alle autorità fiscali dell’UE e della Norvegia di scambiare informazioni e di svolgere attività congiunte per combattere le frodi in materia di IVA simili a quelle in atto nell’UE.

La raccomandazione della Commissione chiede il via libera agli Stati membri per riaprire i negoziati con la Norvegia al fine di rafforzare ulteriormente la cooperazione, in particolare attraverso nuovi strumenti di scambio di informazioni e indagini congiunte.

La lotta alla frode fiscale è anche uno dei motivi per cui l’Italia è stato il primo paese dell’Unione a rendere obbligatoria la fatturazione elettronica B2B sin dal 1 gennaio 2019, e B2G sin dal 2015.

Oltre all’evasione fiscale, una delle motivazioni preponderanti che sta spingendo l’UE verso la fatturazione elettronica è favorire la digitalizzazione che oramai è uno dei punti fondamentali dell’agenda europea, dunque semplificare gli scambi tra i paesi membri (e non solo), favorire l’import-export e creare un’omologazione in tutta la comunità.

Già con l’emanazione di regolamenti quali il GDPR (regolamento UE 679/2016) per armonizzare le regole concernenti la protezione dei dati personali dei cittadini nei vari stati, e con il Regolamento eIDAS (regolamento UE 910/2016) fondante sul tema dell’autenticazione e della sottoscrizione, l’UE si sta orientando verso un sistema di norme comunitarie e sovranazionali che possano dare alla comunità l’identità di un unico grande paese orientato verso la semplificazione di tutta una serie di processi a tutela del cittadino e di semplificazione per aziende private e PA.

Diversi paesi hanno intrapreso il processo di armonizzazione dei processi dell’IVA, come la Svezia che sta valutando tre modelli per soddisfare i requisiti dell’IVA elettronica (DRR) proposti dalla Commissione Europea, anche perché al momento nel paese la Fatturazione Elettronica è obbligatoria solamente nel settore pubblico, sia per le Pubbliche Amministrazioni sia per i loro fornitori. Nel settore privato il suo uso è ancora volontario.

Per quanto riguarda il Belgio invece il Governo ha approvato il Decreto del 9 marzo 2022 sull’attuazione della fatturazione elettronica con le amministrazioni pubbliche del Paese, unendosi così al resto dei Paesi dell’UE (come Francia o Italia) che hanno deciso di estendere l’obbligo di fatturazione elettronica, stabilito dalla Direttiva Europea 2014/55, non solo alle pubbliche amministrazioni, ma anche ai loro fornitori. Il Governo Federale nella sua previsione di bilancio per il 2022 ha inoltre pianificato l’introduzione della fatturazione elettronica B2B destinando nuovi investimenti per tale implementazione, fermo restando che il sistema da adottare e la tempistica non sono ancora noti. Uno degli obiettivi, anche in questo caso è quello di contrastare le frodi fiscali.

La Romania, tramite il decreto 120/2021, stabilisce le basi e il quadro operativo del sistema nazionale di fatturazione elettronica B2B, e introduce l’obbligo di emissione da luglio 2022 per le imprese la cui attività è legata a categorie di merci ritenute ad alto rischio di evasione fiscale (quali ad esempio frutta e verdura, alcolici, nuova edilizia, prodotti minerali, industria della moda).

La Polonia invece renderà obbligatoria la fatturazione elettronica B2B dal 2023, già disponibile su base volontaria sin dal primo gennaio di quest’anno tramite la piattaforma nazionale KSeF, molto simile allo SDI del modello Italiano.

Non toccherà aspettare molto prima che altri paesi si uniformeranno a queste prassi, intanto ricordiamo che in Italia dal 1 luglio 2022 verrà eliminato l’esterometro, un ulteriore passo avanti verso la digitalizzazione e l’efficienza amministrativa e aziendale.