Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il nuovo Codice dell’amministrazione digitale

Il decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2018 ed integra e modifica alcune disposizioni precedenti. Lo scopo è definire un quadro normativo che supporti l’attuazione dell’agenda digitale fornendo strumenti e servizi ad hoc a cittadini, imprese e amministrazioni.

Con il nuovo testo normativo si prevede di:

  • migliorare le disposizioni contenute nel CAD, che, tra le altre, vedono la sostituzione delle attuali regole tecniche con delle linee guida che verranno adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale,  previa consultazione pubblica da svolgersi entro trenta giorni e sentiti le amministrazioni competenti e il Garante per la protezione dei dati personali, nonché acquisito il parere della Conferenza unificata, in modo da tenere allo stesso passo dell’evoluzione tecnologica l’attuazione tecnico-operativa delle disposizioni di legge;
  • garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali prevedendo che non solo quelli firmati digitalmente – o con altra firma elettronica qualificata – ma anche quelli firmati con firme elettroniche diverse possano produrre gli stessi effetti giuridici e disporre della stessa efficacia probatoria senza che debba essere un giudice, caso per caso, a valutare al riguardo.
    In questo senso, l’art. 20, che viene modificato dall’attuale decreto, prevede che il documento informatico soddisfi il requisito della forma scritta e abbia l’efficacia di cui all’art. 2702 c.c. se è sottoscritto con una firma digitale, qualificata o avanzata, “o, comunque, deve essere formato, previa identificazione informatica  del  suo  autore,  attraverso  un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi  dell’articolo 71 con  modalità  tali  da  garantire  la  sicurezza,  integrità  e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la  sua  riconducibilità  all’autore”, mentre, negli altri casi, il valore probatorio del documento informatico è rimesso al libero giudizio degli organi giudicanti;
  • dare una nuova definizione di domicilio digitale (un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal regolamento eIDAS, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale). Inoltre si prevede un obbligo per i soggetti in precedenza tenuti ad avere un indirizzo PEC (i soggetti pubblici di cui all’art. 2, comma 2 del CAD, i professionisti tenuti all’iscrizione in albi ed elenchi e i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese) di dotarsi di un domicilio digitale da iscrivere negli appositi elenchi di cui agli artt. 6 bis e 6 ter del CAD;
  • promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici delle diverse amministrazioni in modo da garantire a cittadini e imprese il dialogo con le amministrazioni attraverso un’unica interfaccia;
  • rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale istituendo presso l’AgID un ufficio del difensore civico e aumentando la misura delle sanzioni che la stessa AgID potrà erogare qualora i fornitori di servizi fiduciari violino le regole vigenti esponendo a rischio i diritti di cittadini e imprese;
  • promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, disegnando un contesto normativo che, nel rispetto della disciplina in materia di privacy e tutela dei dati personali, garantisca un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di analisi dei dati. All’art. 40-ter del CAD si definisce un nuovo sistema pubblico di ricerca documentale per facilitare la ricerca dei documenti soggetti a obblighi di pubblicità legale, trasparenza o a registrazione di protocollo (articolo 53 del DPR 445/2000 e di cui all’articolo 40-bis del CAD) e dei fascicoli dei procedimenti (articolo 41 del CAD), nonché a consentirne l’accesso on-line ai soggetti che ne hanno diritto ai sensi della disciplina vigente.

Non resta che attendere le successive direttive, in primis le Linee guida adottate da parte di AgID.